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venerdì 7 ottobre 2011

LA SICILIA DI PIERO GAULI

Fra i tanti modi di raccontare la Sicilia esiste anche lo strumento del disegno e della pittura. Da tempo pensavo di dedicare al blog qualche post che raccontasse l’isola non solo attraverso l’uso della fotografia; mi sembrava però che la rappresentazione pittorica o quella tratta dal segno di una matita meritassero una selezione che richiede capacità di valutazione estetica più sensibili rispetto alla proposta di un’immagine fotografica. Questo convincimento è venuto meno dinanzi alla pittura del milanese Piero Gauli. Naturalmente, sconoscevo assolutamente Gauli, sino a quando – durante la scoperta a Roma, in viale Mazzini, di una straordinaria libreria dell’usato ( un minuscolo locale di una stanza, con i libri impilati ed addossati alle pareti scandite dalla sequenza di mensole ordinate da un libraio gentilissimo, dall’accento appenninico-toscano ) -  l’occhio non si è fermato su un dorso con la dicitura ‘Taccuino di Sicilia’.

La copertina del catalogo dedicato alle opere siciliane del pittore milanese Piero Gauli, artista legato al movimento della 'Corrente'. 'Taccuino di Sicilia' venne pubblicato da Edizioni Ghelfi nel 1975, a Verona, in 1000 copie.
Nella prefazione, Ugo La Rosa scrive che "Piero Gauli ha trovato in Sicilia la natura che cercava e forse pure la sua compiutezza pittorica... mi pare che Gauli, l'uomo-artista, abbia trovato nell'isola siciliana la sua isola, dove lo spirito finalmente può riaccendersi, consolarsi, placarsi..."

Era un ‘libro-catalogo’ che riproduce 46 quadri siciliani di un artista che ho poi imparato essere uno degli ultimi rappresentati di un gruppo pittorico milanese; un movimento che – alla vigilia della seconda guerra mondiale – prese il nome di ‘Corrente’ e di cui fecero parte, fra gli altri, Badoli, Birilli, Broggini, Tassinari, Cerchi, Fontana, Lanaro, Migneco, Paganin, Sassu e Valenti. ‘Taccuino di Sicilia’, edito da Edizioni Ghelfi di Verona nell’aprile del 1975, non è altro che il prezioso catalogo di 46 olii-pastelli, acquerelli e tempere realizzate da Piero Gauli durante i suoi numerosi viaggi nell’isola, soprattutto tra la fine degli anni Sessanta ed il successivo decennio dello scorso secolo.

Cantiere a Sant'Elia, tempera, 1972 


Non ho il dono dell’analisi del critico d’arte; mi sembra però che la pittura di Gauli abbia colto quella soverchiante pienezza di colori che distingue il paesaggio siciliano nel Mediterraneo, e che è lo specchio del sostanziale ‘eccesso’ della natura e del carattere della vita in Sicilia.

Paesaggio verso Corleone, olio-pastello, 1972

Mare verso Mazara del Vallo, tempera, 1972

A dirla con le parole di Leonardo Sciascia, dall’insieme dei quadri e delle serigrafie di Gauli - del quale REPORTAGESICILIA offre una selezione -  “viene fuori una interpretazione della Sicilia ancora una volta in chiave panica, di una natura che esplode a sommergere l’opera dell’uomo e l’uomo stesso”; un giudizio cui Ugo La Rosa – autore della prefazione del catalogo – aggiunge questa notazione: “più spesso, Gauli sente la luce siciliana penetrare nelle architetture, cava espressione dalle pietre, dà forma col colore, segue la luce che fissa e disperde in sè la forma, mentre la sua felicità si dilata e ci coinvolge”.


Paesaggio dal castello di Caccamo, acquarello, 1973
La pittura di Gauli, insomma, mi pare che racconti quella certa eccitata gioia dell’essere in Sicilia, quasi come di un camminare in bilico sulla corda che separa il cielo luminosissimo delle sue meraviglie ed il baratro del suo insensato immobilismo.


Il piccolo porto a Siracusa, acquarello, 1973

San Sebastiano a Palazzolo Acreide
 
Villa Valguarnera, olio-pastello, 1972



   

2 commenti:

  1. Great black and white photo's everything thank you for sharing.

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  2. Grande Artista Pierò Gauli purtroppo troppo presto dimenticato

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