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lunedì 2 luglio 2018

IL PAESAGGIO A MEZZOJUSO DI PIETRO GAULI


PASSAGGIO DI UN'ANZIANA DONNA DINANZI PALAZZO GAGLIARDO

Fotografia di Josip Ciganovic,
opera citata
Pubblicata sul numero 82 della rivista "Sicilia" edita da S. F. Flaccovio nel dicembre del 1977, la fotografia di Josip Ciganovic illustrò un articolo di Tommaso D'Alba intitolato "Le Madonie".
L'immagine ritrae un'anziana donna che incrocia l'obiettivo di Ciganovic sulla quinta edilizia dei cantonali di palazzo Gagliardo, a Polizzi Generosa.
Nel suo reportage, D'Alba espone le caratteristiche ambientali, storiche ed economiche delle Madonie, aggiungendo qualche notazione di carattere sociologico ancor oggi non del tutto superata dai cambiamenti culturali:

"Durante il giorno, se il tempo è buono, i paesi sono deserti, e specie d'estate, restano custoditi soltanto dai vecchi i quali, a gruppi, stazionano a chiacchierare sui sedili delle piazze o dinanzi la bottega del barbiere, commentando le cronache attinte dall'unica copia di giornale che passa, durante il giorno, per centinaia di mani e che la sera è già diventato logoro come la carta moneta dopo lunga circolazione.
Soltanto a mezzogiorno, mentre il sole cocente cade a picco sulle strade e le piazze deserte, li vedi interrompere le loro dispute e correre a casa a prendere un 'muzzicuni di pani'..."


L'ELOGIO DI SCIASCIA PER IL GIUDICE ANTIMAFIA "CAPACE DI PATIRE"

Cesare Terranova in una fotografia
pubblicata da "Cesare Terranova in memoria",
opera citata
Il giudice Cesare Terranova ed il suo fidato agente di scorta, Lenin Mancuso, vennero uccisi dalla mafia a Palermo il 25 settembre del 1979.
Nel 1982, sotto il patrocinio dei comuni di Castellana Sicula, Petralia Soprana, Petralia SottanaPolizzi Generosa e Scillato, Arti Grafiche Siciliane diede alle stampe un libretto che raccolse interviste giornalistiche ed interventi svolti da Terranova in qualità di componente della Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulla Mafia ed il ricordo di colleghi magistrati.
La prefazione dell'opera venne affidata a Leonardo Sciascia, che la consegnò per la stampa nell'agosto del 1982 ( pochi giorni prima l'omicidio, sempre a Palermo, di Carlo Alberto dalla Chiesa e della moglie, Emanuela Setti Carraro ).
Sciascia - all'epoca convinto sostenitore delle battaglie garantiste del partito radicale - così ricordò la capacità di Cesare Terranova di giudicare con rigore, pur conservando la capacità di valutare le accuse "con compassione"

"L'assassinio di Cesare Terranova assume addirittura carattere di prevenzione.
Dopo essere stato in Parlamento per due legislature, Cesare Terranova stava per tornare al suo ufficio di magistrato.
Fu assassinato, assieme al maresciallo Mancuso che per anni gli era stato vicino, prima che vi tornasse: nella certezza che a Palermo, nell'amministrazione della giustizia, vi sarebbe stato un nemico accorto e implacabile della mafia; e, per di più, un nemico che, attraverso l'esperienza di membro della commissione parlamentare d'inchiesta sulla mafia, aveva acquisito una visione del fenomeno in tutta la sua complessità, in ogni sua diramazione...
Per essere stato implacabile e acuto nemico della mafia, Terranova sarà sempre ricordato.
O almeno fin tanto che in questo nostro paese ci saranno 'dignitose coscienze e nette'.
Ma qui ed ora io voglio anche ricordare il suo essere giudice non solo nell'accusare e nel colpire ma anche nell'assolvere, nel liberare.
Due casi mi sono trovato a seguire da vicino in cui persone indicate come colpevoli sono state da lui riconosciute, per come erano, innocenti.
E non era facile.


Terranova, a destra,
ritratto insieme a Carlo Alberto dalla Chiesa.
La fotografia è tratta da "Epoca-I grandi documenti",
pubblicato nel 1979 da Mondadori
Gli ci voleva il suo 'candore' per arrivare a tanto, la sua capacità di far tabula rasa di prevenzioni e pregiudizi, la sua prontezza a cogliere, al di là delle apparenze, gli elementi della verità.
E credo che il sentimento in lui più forte fosse quello della compassione, nel senso più vero: di soffrire con gli altri, di soffrire con le vittime, di 'patire con quelli che patiscono'.
E molti giudici si possono ricordare duri a misura di giustizia; ma pochissimi, credo, capaci di 'patire con quei che patiscono'".

domenica 1 luglio 2018

IL RIPOSO TRAPANESE AL "BAGNO DEI PARRINI"

Fotografia ReportageSicilia
La seicentesca Torre di Ligny si staglia maestosa ed elegante sugli scogli rocciosi della punta più ventosa di Trapani.
E' uno dei luoghi "minori" della Sicilia che però offrono occasione di vera suggestione, soprattutto al tramontare del sole.
A poca distanza dalla Torre, la scogliera si distende verso Est in un belvedere che degrada verso il mare.
Qui, i bagnanti possono immergersi all'interno del "bagno dei parrini", cioè dei "preti": una conca d'acqua formatasi tra le basse rocce rivestite da un tappeto multicolore di alghe.
Il curioso nome di questa piccola piscina naturale prende probabilmente origine dalla vicinanza con la semidiruta chiesa di San Liberale, costruita nel Seicento per volontà delle corporazioni cittadine dei corallari.
Il luogo è frequentato da chi non vuole perdersi l'occasione di una giornata di mare a poca distanza dal centro urbano di Trapani.
La bassa scogliera offre l'occasione di un comodo bagno; oppure - come nel caso della donna ritratta nella fotografia che accompagna il post - di un riposo temperato dalla brezza del vento e dall'odore del salmastro.

BASSA MORALE ED ECCESSI DELLA SICILIA SECONDO LA GUIDA ALLEATA

Pannello maiolicato a Mazara del Vallo.
Fotografia ReportageSicilia
"Nel siciliano sono mischiate molte delle razze che l'hanno conquistato.
Egli ha una struttura più piccola dell'italiano medio.
La sua carnagione è scura, e i capelli sono di solito neri, sebbene nelle aree del sud-est non sia raro trovare persone con capelli chiari e occhi blu.
La maggior parte degli abitanti è cattolica, e molta devota ai santi, le cui ricorrenze sono festività.
Esse sono tuttavia segni di una fede devota.
Ci sono quasi quattro milioni di abitanti nell'Isola.
Il 60 per cento vive entro una distanza di sei miglia dal mare.
Palermo è la capitale, con una popolazione di 340.000 abitanti.
Catania, la seconda città più grande, ha 240.000 abitanti.
Messina 120.000 abitanti.
Nessuna delle rimanenti città ha una popolazione che supera i 50.000 abitanti, che è la popolazione di Maidstone o Carlisle.
Il territorio è diviso in nove province.
Sebbene il tasso di natalità sia più alto in Sicilia che in Italia, l'emigrazione ha reso l'aumento della popolazione piuttosto inferiore rispetto all'Italia continentale.
La moralità è superficialmente molto rigida, essendo basata sulla religione cattolica e sull'etichetta spagnola del periodo borbonico; essa è in realtà a un livello molto basso, soprattutto nelle aree agricole.
Il siciliano è ancora, tuttavia, noto per l'estrema gelosia nei confronti delle sue donne, e in un momento di eccesso fa ancora ricorso al coltello"

Anonimo, "Soldier's guide to Sicily", 1943
da "Guida del soldato in Sicilia"
con un testo di Andrea Camilleri 
Sellerio editore Palermo, 2013

LE SUCCOSE GHIRLANDE BAROCCHE DI MARSALA

Fotografie ReportageSicilia
"Di succoso barocco provinciale, anche per l'uso del vivo tufo", definì Giuseppe Bellafiore la facciata della chiesa del Purgatorio di Marsala, nel saggio "La civiltà artistica della Sicilia" ( Le Monnier, 1963 ).



Nelle tante variabili artistiche presenti nell'Isola, il barocco di questa chiesa - oggi destinata ad eventi culturali - offre la particolarità di un prospetto scandito da quattro colonne tortili, che ad un certo punto maturano ridondanti ghirlande di mele, uva, limoni ed altri frutti: un tema iconografico tipico dello stile del periodo, qui ravvivato dalla calda luce del tramonto marsalese.