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giovedì 11 febbraio 2016

RICORDO E ATTUALITA' DI CORTILE CASCINO

Il volto non più esistente di un pezzo di Palermo ancora oggi simbolo del mai superato degrado urbano della città

Cortile Cascino, a Palermo, in una fotografia
pubblicata nel dicembre del 1967 dalla rivista "Sicilia Tempo"
 

La fotografia di cortile Cascino riproposta da ReportageSicilia venne pubblicata dalla rivista "Sicilia Tempo" il 30 dicembre del 1967.
Lo scatto illustrò un articolo dal titolo "Impegno del sindaco Bevilacqua per il risanamento di Palermo", nel quale si elencavano gli interventi urbanistici allora necessari ad affrontare i problemi di "centomila palermitani che tuttora vivono nei 'catoi' e nei 'bassi' in condizioni di assoluto sottosviluppo umano e sociale".
La pubblicazione dell'immagine venne seguita da lì a qualche mese dalla demolizione dei fatiscenti edifici del cortile - sgombrato anni prima   e trasformato in deposito  abusivo di vecchi elettrodomestici - e dal trasferimento di circa 140 gruppi familiari negli alloggi popolari della borgata di Falsomiele.
L'esistenza di cortile Cascino e della misera esistenza dei suoi abitanti era stata denunciata da Danilo Dolci nel saggio "Inchiesta a Palermo" ( Einaudi, 1956 ).
Quella pubblicazione scoprì all'Italia del pieno "boom economico" una delle molte sacche nascoste del sottosviluppo siciliano e del Meridione.


A 200 metri dalla magnificenza della Cattedrale, i tuguri del cortile - parte dei quali privi di allacciamento idrico e fognario - ospitavano una comunità disperata di cenciaioli, venditori di ferro, cartonari, piccoli ladri e di donne nel migliore dei casi a servizio di famiglie più fortunate; analfabetismo, malattie della pelle, malnutrizione e tubercolosi segnavano la penosa esistenza di una folla ai margini del vivere civile.
Grazie alla testimonianza di Danilo Dolci, quest'angolo infernale di Palermo venne messo in luce anche a livello internazionale.
Prima l'inglese BBC dedicò al cortile Cascino alcune scene di un documentario sulle condizioni della Sicilia; nel 1960 poi il giornalista americano della NBC Robert Young dedicò allo 'slum' palermitano un cortometraggio di 45 minuti da alcuni critici considerato come uno dei primi esempi di "cinema-verità".


Quel documentario - una drammatica e scomoda rappresentazione degli squilibri economici e sociali italiani, imperniata sulle vicende della famiglia Capra - venne escluso da qualsiasi circuito di programmazione, negli Stati Uniti ed in Europa.
Il lavoro di Young sarebbe stato recuperato quasi trent'anni dopo solo grazie ad un fortunoso incontro a Padova fra il giornalista e alcuni docenti universitari palermitani; una copia di "Cortile Cascino" venne così mostrata per la prima volta il 2 agosto del 1988 alla città su iniziativa del Comune di Palermo.


Nel 2005, alcuni stralci del documentario di Robert Young furono infine inclusi da Ciprì e Maresco in "Viva Palermo e Santa Rosalia", a ricordare i cronici ritardi di risanamento che affliggono ancor oggi il centro storico ed alcune periferie urbane.
  
   

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