| Fotografia Ernesto Oliva-ReportageSicilia© |
Gran parte degli storici dell'arte che si sono occupati delle decorazioni musive presenti all'interno delle chiese palermitane di età normanna concordano nell'indicare il Cristo Pantocratore di Cefalù come il modello più elevato fra tutti gli altri per fattura e valore artistico. Nel saggio "Mosaici medievali in Sicilia", edito da Sansoni a Firenze nel 1949, lo storico dell'arte fiorentino Roberto Salvini descrisse il "pantokrator" di Cefalù con una ricchezza descrittiva che ne scopre ogni dettaglio fisiognomico e psicologico:
"Ed è invero un'immagine realizzata con suprema coscienza artistica in assoluta coerenza di linguaggio. E gioverà notare come questo si individui in un raro accordo tra il colore che unifica la ricca varietà dei toni in un timbro lapideo e pallente, di una temperie astrale, e la discreta insistenza ritmicizzante della linea, che nel suo svolgersi concreta l'immagine in una scorrevole eppure non facile continuità musicale. La dolce fluenza dei contorni trova aderente commento nel tremulo vibrare delle svirgolature che segnano le pieghe del volto e i ricci della barba, nelle soavi cadenze ritmate delle serpentine curve delle pieghe nelle risvolte del manto. E l'inaccostabile severità dell'immagine è mitigata da uno spirito di dolente umanità..."
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