| Il centro storico di Nicosia in una fotografia di Josip Ciganovic. Immagine tratta dal II volume dell'opera "Sicilia", edita a Milano nel 1961 da Sansoni e dall'Istituto Geografico De Agostini |
Discussa questione è se la denominazione di Nicosia come "città dei 24 baroni" sia da riferire al numero complessivo di feudi presenti in passato nel suo territorio o a quello degli effettivi baroni un tempo lì presenti. Questi ultimi hanno di certo lasciato traccia nella storia della cittadina ennese anche per la bizzarìa del loro carattere, così come sottolineato da Gianni Bonina, che a tal proposito ha ricordato una novella di Luigi Capuana tratta dall'opera "Nuove paesane":
""Strano paese e strana gente", rifletteva Luigi Capuana in un racconto nel quale si faceva beffe di un eccentrico barone nicosiano la cui identità è rimasta incerta forse perché i nobili di Nicosia avevano tutti la stessa testa.
Oggi - ha scritto Bonina nel saggio "L'isola che trema. Viaggio dalla Sicilia alla Sicilia" ( Avagliano Editore, 2006, Roma ) - non sono rimasti che gli eredi, figli tornati borghesi e andati chi a Palermo chi a Catania chi in continente a esercitare le libere professioni al posto delle aristocratiche mansioni di oziosi benestanti in tuba, guanti e canna d'India, come Capuana vedeva il barone Saccaro che aveva 365 abiti quanti sono i giorni dell'anno e il comportamento di un demente tranquillo..."
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