Translate

domenica 19 aprile 2026

GRAMMICHELE, L'ESAGONO RINASCIMENTALE DEL PRINCIPE DI BUTERA

Una foto zenitale di Grammichele.
Immagine tratta dall'opera
"Il Sud e le isole",
collana "l'Italia: uomini e territorio"
edita dalla Banca Popolare di Novara nel 1983


Il terremoto che sconvolse l'11 gennaio del 1693 il Val di Noto e che uccise migliaia di persone, devastando una quarantina di centri urbani, non diede vita soltanto ad una rinascita urbana nel segno del barocco. 

Quel catastrofico evento generò infatti Grammichele: una città pensata con un impianto esagonale - secondo un canone urbanistico rinascimentale -  da Carlo Maria Carafa, principe di Butera e barone del distrutto borgo di Occhiolà, che ne affidò l'esecuzione all'architetto Michele La Ferla

Carafa avrebbe preso come modello per la costruzione della città quella militare di Palmanova - a forma di stella a nove punte - edificata esattamente un secolo prima dalla Serenissima Repubblica di Venezia e poi da Napoleone.

"Il suo piano è fra i pochi realmente ( strutturalmente, vorremmo dire ) antieconomici nell'ambito della ricostruzione in Val di Noto. Il principe - ha scritto A.Guidoni Marino nel saggio "Urbanistica e "Ancien Régime" nella Sicilia barocca", in "Storia della città" n.2 ( 1977 ) - si comporta come un munifico monarca d'altri tempi, regala il terreno edificabile ai meno abbienti, sovvenziona le fabbriche, costruisce molto di tasca sua e, soprattutto, prepara il disegno della città e la fa sproporzionata alle esigenze abitative reali...

Grammichele è esagonale, composta da dodici settori, metà costruiti da isolati rettilinei e l'altra metà, in coincidenza degli angoli del poligono, formata da blocchi edilizi ad angoli acuti e chiusi; le sei strade maggiori attraversano i borghi rettilinei, intersecando così la metà di ciascun lato dell'esagono e proseguendo fino a sboccare nelle sei piazze minori, inquadrate entro sei rettangoli regolari aventi per basi ciascun lato dell'esagono più interno.

La rete viaria maggiore è infine completata da una via più esterna, il cui tracciato esagonale collega fra loro anularmente tutte le sei piazze minori..."


Nessun commento:

Posta un commento