| Paesaggio di Siracusa. Foto Ernesto Oliva-Reportage Sicilia© |
"Il criterio della pluralità di Siracusa resta l'unico valido, per chi voglia conoscerci e comprenderci"
Nel luglio del 1960 lo scrittore e giornalista livornese Carlo Laurenzi riferì sul "Corriere della Sera" questa chiave di lettura suggeritagli allora da "innumerevoli professori" locali per comprendere le diverse identità siracusane.
"I miei dotti interlocutori - spiegò Laurenzi - parlano di una "piccola Siracusa" e di una "grande Siracusa", secondo una semantica eterogenea... Fanno parte della piccola Siracusa: il porto, gli artigiani, gli sfaccendati, i mercanti, la città vecchia con esclusione dei musei, il clan degli sportivi, i politici; qualche professore allude a questa Siracusa come alla Siracusa "alessandrina".
L'altra, la grande, sarebbe piuttosto la Siracusa "greca": include le gallerie d'arte, il teatro antico, le iniziative che sorgono a proposito del teatro antico, le nuove industrie, il turismo ad alto livello, le zone monumentali...
Parlano altresì di una "Siracusa impropria" che è la più difficile a definire: può rappresentarla, per esempio, il santuario così detto Madonna delle lacrime, ritenuto luogo di prodigi. Tale culto ha luogo in una sorta di hangar con tettoia, e la circostanza è piuttosto bizzarra, se si considera il gran numero di chiese abbandonate ( degnissime, amplissime ) nel centro di Siracusa, in questo simile a Lucca..."
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