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martedì 24 febbraio 2026

LE SUGGESTIONI TRAPANESI DI DANIEL SIMOND

Uno scorcio di Trapani.
Foto Ernesto Oliva-ReportageSicilia©


Nel saggio "Sicilia" edito da Salvatore Sciascia ( Caltanissetta-Roma, 1956 ), lo scrittore di viaggi svizzero Daniel Simond rimase così suggestionato dal paesaggio di Trapani:

"Ovunque non vi sono che case bianche, quadrate, con terrazze che d'estate sembrano prostrarsi nel calore torrido... Gli spagnoli hanno dato molta importanza a Trapani in quanto il porto era il più vicino alle loro coste. Furono essi ad importare il barocco, lo testimoniano le numerose facciate di questo stile, e gli stessi presepi di corallo e avorio che costituiscono la curiosità del museo Pepoli... Trapani non è una vera e propria città d'arte, tuttavia offre attrattive interessanti... Ma soprattutto in questa città e in questo porto si respira qualcosa di strano, dovuto, senza dubbio, alla coesistenza di elementi italiani, arabi e spagnoli, come alla natura, le cui principali risorse sono il vino, il tonno e il corallo.




Le saline occupano parecchi chilometri quadrati a sud di Trapani. Le circondano mulini a vento attorno ai bacini alimentati dall'acqua di mare; il sole e il vento agevolano l'evaporazione, trasformando queste lagune in altrettante tovaglie abbaglianti di neve. Gli operai, a loro volta, ammucchiano il sale in coni cristallini. Tutto questo candore, aggiunto al volo dei gabbiani, alle vele che solcano il vicino mare, al bianco delle case che in esso si specchiano, dona a Trapani un singolarissimo aspetto..."



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