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lunedì 6 maggio 2019

DONNE DI STROMBOLI SULLA SOGLIA DI CASA

Donne sedute dinanzi al mare di Stromboli,
opera citata
La fotografia riproposta da ReportageSicilia venne pubblicata nel dicembre del 1956 dalla rivista "Sicilia", edita da Flaccovio S.F. Editore per conto della "Regione Siciliana Servizio Turismo".
L'immagine - attribuita ad "Assessorato Turismo" - ritrae lo scorcio del mare di Stromboli dalla soglia di un'abitazione dell'abitato di San Bartolomeo; poco al largo si erge lo scoglio di Strombolicchio, cui si accede attraverso una ripida scalinata.
Cinque anni prima della pubblicazione di questa fotografia, Fosco Maraini aveva così descritto il carattere di Stromboli, sottolineando lo stretto rapporto fra i suoi pochi abitanti - erano gli anni dell'emigrazione verso le Americhe e l'Australia - ed il cuore vulcanico dell'isola:

"In una valle infernale poco sotto la sua vetta, fra due creste taglienti di roccia dette Filo di Baraona e Filo del Fuoco - si legge in "Volto delle Eolie", edito nel 1951 da S.F.Flaccovio Editore - l'isola geme, scoppia, sussulta, fischia e lancia brandelli di lava fiammeggiante al cielo; a volte la lava cade fino in mare, allora l'acqua bolle ed ai nuvoloni del fumo si uniscono i pennacchi del vapore.
Il nero di Stromboli è profondo, desolato, quasi sontuoso talvolta: specialmente la sera con le nuvole color rosa e madreperla.
Per contrasto ogni casa è bianca, bianchissima.
L'architettura è la stessa di quella delle case di Panarea, ma l'insieme, non so come, è triste.
Viene da pensare a degli ossi: ossi fra i tizzoni smisurati di pietra.
E poi l'isola va lentamente ma sicuramente spopolandosi.
Dalle parecchie migliaia di abitanti di alcuni anni fa si è scesi alle poche centinaia di oggi.
Intere borgate sono deserte; ogni casa appartiene a qualcuno che sta in Australia od in America e che forse ha dimenticato questa proprietà sulla terra riarsa dell'isola...
Il dramma tellurico di Stromboli non è solo boati e fiamma ossidrica, è qualcosa di umano; gli uomini, le loro case, le loro vicende sono legate indissolubilmente ai vecchi carboni neri del monte..."  
 


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