| Scorci panteschi. Fotografie di Nino Teresi, tratte dalla rivista "Sicilia" edita dall'assessorato regionale al Turismo nel giugno del 1964 |
"Un'isola lontana e fascinosa a un'ora di volo dalla Sicilia ancora resiste alla falsa civiltà dei juke-box. Tutto è come amalgamato dal sole, che invita a bagni memorabili in queste mitiche acque non turbate ancora dalla speculazione e dalla folla dei turisti di professione: avviciniamola col rispetto e l'amore che compete alla cose autentiche..."
Così, in un reportage pubblicato nel settembre del 1962 dalla rivista "Sicilia", il giornalista Beppe Fazio - una delle tante autorevoli firme del quotidiano "L'Ora" - concluse il racconto di un viaggio a Pantelleria: esperienza che gli fece conoscere un'isola che ancor oggi - nel frattempo diventata Parco Nazionale - difende meglio di altre la sua identità ambientale e paesaggistica.
Nell'articolo, Fazio riportò alcune notazioni storiche su aspetti della vita quotidiana dei panteschi, a cominciare dagli espedienti utilizzati per raccogliere l'acqua:
"Negli anni di siccità si sfruttava persino il vapore endogeno. Gli abitanti di Pantelleria mettevano dinanzi ai getti di vapore ( le "favare" di Recale ) delle frasche e poi utilizzavano le gocce di acqua che vi raccoglievano sopra..."
"Si parla della grande onestà degli abitanti che usano ancora la chiave di legno per chiudere le loro case o non le chiudono affatto. Da quando non c'è più il domicilio coatto, il carcere dell'antico Castello di Barbacane non ospita mai più di due detenuti... Si racconta delle grandi pesche miracolose e delle grandi mangiate ancor più miracolose, del vento che porta di notte il suono delle orchestrine delle navi che passano al largo..."
Ed a proposito dell'isolamento quasi totale di Pantelleria in passato in cui i battelli toccavano l'isola "si e no ogni quindici giorni e l'approdo era molto rischioso", Fazio ricordò un singolare evento, oggi dimenticato dai panteschi:
"La notizia della morte di Umberto I si seppe con tanto ritardo che si dovettero annullare varie sentenze e ordinanze emanate dal defunto re..."