| Venditori di pesce a Lampedusa. Fotografie di Gianni Roghi tratte dalla rivista "L'Illustrazione Italiana" del dicembre 1954 |
Nel suo accurato e prezioso saggio intitolato "Lampedusa. Una storia mediterranea", edito a Roma da Carocci nel 2023, l'antropologo e direttore di ricerca emerito all'Università di Aix-Marsiglia, Dionigi Albera, ha raccontato la storia passata e contemporanea di Lampedusa: un lavoro di documentazione d'archivio che si è avvalso anche di più soggiorni nell'isola, con la raccolta di testimonianze orali sulle vicende locali degli ultimi decenni.
La ricerca di Albera - un viaggio che parte dal naufragio delle otto galee al servizio di Carlo V nel 1551 sorprese da una tempesta a poca distanza dalle falesie di Lampedusa, per arrivare a quelli, spesso non documentati, delle imbarcazioni dei migranti - accenna anche alla prima visita di un ministro italiano, evento destinato a cambiare il destino dell'isola:
"Era la prima volta che un membro del governo veniva a Lampedusa - ha scritto Albera - dalla nascita dello Stato italiano un secolo prima".
Toccò al ministro dell'Interno Taviani interrompere quell'assenza durata 106 anni.
L'episodio ricordato da Albera rimanda alla data del 24 maggio del 1966, quando Taviani visitò Linosa e Lampedusa dopo un viaggio a bordo della unità della Marina Militare "Proteo" partita da Catania. In quell'occasione, si pose la prima pietra per la riattivazione per usi civili della pista del vecchio aeroporto militare di Lampedusa, avvenuta nel 1968. Sino ad allora, il collegamento dell'isola con Porto Empedocle era stato affidato ai vecchi piroscafi "Mazara" ed "Egadi", costretti a percorrere le 113 miglia di mare in almeno 14 ore.
Dopo avere ricevuto una medaglia d'oro e la cittadinanza onoraria di Lampedusa, Taviani lasciò le Pelagie prospettando così il futuro dell'isola:
"Oggi vi dico che il vostro avvenire sarà il turismo: la seconda industria italiana arriverà anche qui, e molto presto"
"Dopo l'istituzione del collegamento aereo, ( ... ) - ha sottolineato nel suo saggio Dionigi Albera - i visitatori si fanno numerosi, alla ricerca del mare perfetto e di un territorio ancora vergine. Si tratta soprattutto di un turismo d'élite: appassionati di immersioni, benestanti, artisti. L'accoglienza è ancora spesso improvvisata, ma è chiaro che il vento sta girando. Una figura emblematica è quella del vecchio pescatore che, per due mesi, accompagna i vacanzieri a circumnavigare l'isola con la sua barca, stupito dal fatto che lo paghino così tanto per fotografare la costa, le insenature e le grotte a partire dal mare. I suoi figli, invece, si sentono già più a loro agio: hanno lanciato una produzione di magliette che i visitatori estivi apprezzano, con un marchio raffigurante una cernia trafitta dal tridente di un subacqueo. Ormai Lampedusa sembra pronta per il turismo di massa ( ... )
L'economia locale è stata stravolta. L'agricoltura è quasi scomparsa, la pesca è diventata un'attività residuale. La maggior parte degli abitanti lavora oggi nel settore del turismo. Il paesaggio è stato deturpato da un'attività edilizia frenetica, senza alcuna regola ( ... )
Purtroppo, questo è il destino di molte altre isole del Mediterraneo..."