| La Chiribiri impegnata alla Targa Florio nel 1925. Fotografia tratta dal settimanale "Tempo" dell'undici aprile del 1953 |
L'edizione della Targa Florio del 1925 si disputò il 3 maggio sulla distanza di 5 giri per un totale di 540 chilometri. Dalle cronache del tempo, apprendiamo che vi presero parte 20 autovetture in una giornata di bel tempo. Grazie alla disponibilità di cinque treni speciali partiti da Palermo, le Tribune di Cerda fecero allora registrare un grande afflusso di spettatori in una Floriopoli tirata a lucido dopo l'incendio che due anni prima aveva distrutto le strutture. Per quell'edizione, l'organizzazione potè poi contare sull'utilizzo di un aereo per la segnalazione di eventuali incidenti lungo il percorso stradale. Alla Targa Florio del 1925 fu assente una squadra ufficiale dell'Alfa Romeo: a giocarsi la vittoria furono le quattro Bugatti e le tre Peugeot che monopolizzarono le prime posizioni delle classifiche finali. Vincitore della Targa fu il veneto Bartolomeo Costantini - asso dell'aviazione militare durante la prima guerra mondiale - a bordo di una Bugatti; il francese André Boillot - già vincitore della Targa Florio nel 1919 - vinse invece su una Peugeot la Coppa Florio, assegnata sulla distanza di quattro giri. L'immagine di quella edizione della "cursa" riproposta da ReportageSicilia, tratta dal settimanale "Tempo" dell'undici aprile del 1953, ritrae il passaggio di una piccola vettura che racconta il fermento dell'industria automobilistica italiana di quegli anni: una torinese Chiribiri guidata dal milanese Luigi Platé.
"Antonio Chiribiri - si legge nel saggio di Piero Casucci "Guida alle automobili d'oro" ( Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1978 ) - creatore della marca, proveniva dal settore aeronautico. Egli aveva lavorato in questo campo nel 1910, ma la scarsezza delle commesse gli impose di indirizzare i suoi sforzi verso altri orizzonti e cioè verso l'automobile. Chiribiri mise quindi in piedi un piccolo, efficiente nucleo del quale fece parte, con compiti amministrativi, anche Vittorio Valletta che poi sarebbe diventato sino alla morte l'uomo di punta della Fiat. ... Nel 1922, venne messa in produzione una bialbero che ottenne numerosi successi sportivi anche per merito di un guidatore di grande fama, Tazio Nuvolari... La crisi economica determinò una notevole flessione delle vendite e nel settembre del 1928 la Chiribiri cesso di esistere. I suoi stabilimenti vennero rilevati dalla Lancia"
Grazie anche al contributo del meccanico Giovanni Tabacchi - che in seguito avrebbe prestato la sua opera per Achille Varzi - la gara della Chiribiri si concluse con una vittoria nella categoria per le vetture da 1500 cc. Nel corso dei decenni, la partecipazione di questa marca alla Targa Florio ha arricchito il numero di case automobilistiche - ben 126 - che hanno scritto la storia della gara madonita.
Accanto alle vetture più blasonate - Ferrari, Alfa Romeo, Porsche, Jaguar, Mercedes, Bugatti, Fiat, Ford, Isotta Fraschini, Maserati, Peugeot, solo per citare le più note - la Targa Florio ha accolto case costruttrici oggi quasi del tutto scomparse dalla memoria del motorismo: Chiribiri, Ajax, Berliet, BNC, Camen, Florentia, Gobron Brillie, Metz, Steyr, Tatra, Urania... Nomi e sigle dimenticate, ma che raccontano la storia dell'automobile del Novecento, scritta anche da molti oscuri pionieri della meccanica che hanno contribuito a far si che la Targa Florio sia stata - ha scritto Nino Impallari nel saggio "Florio e la Targa" ( Regione Siciliana, 2010 ) - "il banco di prova per tutta l'industria mondiale, una forma di laboratorio, dove sviluppare le qualità dell'automobile e correggerne i difetti".