Ancora a metà degli anni Cinquanta dello scorso secolo, prima del definitivo abbandono degli edifici, Albert t' Serstevens potè fotografare uno degli ultimi gruppi di lavoratori impegnati nel confezionamento del pesce nello stabilimento attivo all'interno della tonnara siracusana di Santa Panagia.
Da decenni, ciò che resta di questa storica tonnara attiva almeno dal 1466 e passata di proprietà nel corso dei secoli fra diverse famiglie - Crescimanno, Villadorada, Nava, ed in ultimo Gargallo - versa in stato di totale degrado.
Il moto ondoso, i crolli ed i continui furti degli elementi costruttivi e delle parti in pietra hanno privato la complessa struttura della sua identità originaria.
Una cinquantina di anni fa, grazie alle segnalazioni di Italia Nostra, si pose il problema della salvaguardia della tonnara, già da qualche anno soffocata dallo skyline delle ciminiere della vicina zona industriale.
Fu così che nel 1980 la Regione espropriò la struttura, dando il via ad una lunga serie di progetti di restauro, contenziosi giudiziari e annunci di finanziamenti - l'ultimo, da 6 milioni di euro, nel 2021 - che hanno però lasciato tuttora irrisolto il suo recupero strutturale.
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