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mercoledì 24 luglio 2013

I BOZZETTI PALERMITANI DI CIGANOVIC

Il portale di palazzo Abatellis, in via Alloro, a Palermo.
In questo post, ReportageSicilia ripropone
alcune fotografie scattate nel capoluogo dell'isola
alla fine degli anni Cinquanta dello scorso secolo
dal serbo Josip Ciganovic

Qualcuno, prima o poi, dovrà dedicare uno saggio o una mostra all'opera fotografica svolta in Sicilia da Josip Ciganovic ( 1922-1985 ).
Del fotografo di origini serbe - autore negli anni Cinquanta dello scorso secolo di reportage in Sardegna e a Urbino, nonchè di parecchi servizi commissionati dal TCI in altre zone d'Italia - ReportageSicilia ha più volte riproposto immagini realizzate nell'isola.

Via Bandiera con il quattrocentesco
palazzo Pietratagliata

Due donne dinanzi
la chiesa di San Francesco d'Assisi

Via dell'Incoronata con il palazzo Agnello

Le fotografie di questo post furono realizzate in quel periodo da Ciganovic nel centro storico di Palermo e pubblicate nel I volume dell'opera "Sicilia", edita nel 1962 da G.C.Sansoni e dall'Istituto Geografico De Agostini per la collana "Tuttitalia". 

Uno scorcio della facciata cinquecentesca
di palazzo Scavuzzo

Traffico palermitano dinanzi la chiesa di Santa Caterina

L'interesse documentario di queste immagini risiede nella visione quasi bozzettistica della vita in strade e piazze della città di allora: monumenti ed edifici fanno da quinta alle normali attività quotidiane dei palermitani di tre generazioni fa. Ciganovic percorre strade, vicoli e piazze di quella Palermo testimoniando sulla pellicola la vitalità dei quartieri del centro storico, poco prima del loro rapido declino sociale ed economico.

Vigili urbani e passanti in piazza San Domenico

All'epoca di quel reportage fotografico, la città stava vivendo la caotica trasformazione imposta dalla speculazione edilizia affaristico-mafiosa. 
Il centro storico raccontato dalle preziose immagini di Ciganovic sarebbe stato lasciato in balia del degrado, a favore della nuova edilizia che avrebbe devastato il verde della Conca d'oro. 

Il portale trecentesco del Conservatorio di Musica
"Vincenzo Bellini"

Piazza Bologni con il monumento a Carlo V

Nel testo a commento delle immagini del fotografo serbo, lo storico dell'arte Giuseppe Bellafiore forniva inoltre la seguente ed attualissima chiave di lettura architettonica del carattere di Palermo e dei suoi abitanti:

"Il forestiero, da qualsiasi lato giunga nella città, passerà attraverso una frangia di miserabili casupole o di desolati casamenti.
La scoperta della città deve procedere dall'interno di essa e, ove si abbia pazienza e non si voglia superficialmente giudicare, quella scoperta sarò ancor sorprendente e indimenticabile.
Il viaggiatore peraltro non proceda da idee preconcette.
Ad esempio il termine 'saraceno' è quello che più spesso viene alla mente e alle labbra di chi giunge in Sicilia: una categoria alla quale la realtà siciliana, per forza di luogo comune, sembra non dovere mai più sfuggire.
Eppure è quello un concetto di sapore letterario, caro a tanta cultura del secolo scorso, alimentato dall'entusiasmo della riscoperta dei monumenti normanni, e tuttavia inadeguato ad illuminare la vera conoscenza della città.
Vada pure all'archeologismo ottocentesco di avere preservato le testimonianze arabe dell'età normanna, ma sia ben presente che esse erano state seppellite da secoli dagli apparati architettonici barocchi assai più congeniali all'anima palermitana.
Non è il cristallino geometrismo e l'astratta eleganza dell'architettura araba che può fornire la chiave alla conoscenza di Palermo, bensì l'intemperanza, l'estro, la fantasia del barocco..."

I ruderi di palazzo Bonagia,
distrutto dai bombardamenti del 1943
  



  

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