Translate

domenica 31 maggio 2026

PANNI STESI E RICAMI: IL TESORO DELLA KALSA IN UNA PAGINA DI T'SERSTEVENS

Strada della Kalsa.
Opera citata nel post


Arrivato a Palermo in via Alloro per visitare la collezione della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis - "un luogo non ingombro di dipinti e di sculture, come tanti altri oggi, da Parigi a Firenze e a Londra, ma arricchito da opere scelte con discernimento e presentate in maniera impeccabile" - lo scrittore e viaggiatore franco-belga Albert t'Serstevens si ritrovò a stretto contatto con la vita popolare della Kalsa della seconda metà degli anni Cinquanta del Novecento.

Fu in particolare colpito dall'attivismo delle donne del quartiere - in tempi remoti residenza dell'aristocrazia musulmana - che all'epoca della sua visita, in maniera non troppo dissimile ai nostri giorni, gli si presentò come "un agglomerato di case scure e fatiscenti, attraversato da vicoli stretti, tortuosi e bui, brulicanti di bambini e di mosche..."

"Uno di questi spazi all'aperto, nei pressi dello Spasimo - avrebbe scritto t'Serstevens nel saggio "Sicile, Sardaigne, Iles éoliennes" edito nel 1957 da Arthaud - fu adibito dalle lavandaie del quartiere per lavare ed asciugare la biancheria.

Occuparono lo spazio con tutta la loro attrezzatura: tinozze, bacinelle e bacini in legno, assi da stiro; tesero fili davanti agli edifici sostenuti da pali di bambù.



Fecero oscillare lunghe funi attraverso la piazza, dalle quali pendevano ampi teli di biancheria: lenzuola, tende, tovaglie; cosi che le case sembrano addobbate per l'ingresso festoso di un principe, e la piazza stessa dà l'impressione di essere un immenso albero maestro carico di vele che si gonfiano al vento.

Il caso, durante la nostra passeggiata, ci ha portati in un vicolo leggermente meno squallido degli altri, dove, davanti ad ogni casa, si radunavano gruppi di ragazze, sedute su sgabelli o sedie di paglia.

Sono intente a lavorare al telaio o con l'ago, realizzando quei raffinati lavori che qui si chiamano "ricami". E' una specialità palermitana, come il merletto a Bruges e a Venezia..."


Nessun commento:

Posta un commento