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domenica 11 ottobre 2026

GILLO DORFLES E L'ELOGIO DEL DETTAGLIO NELL'ARTE PALERMITANA

Fotografie
Ernesto Oliva-ReportageSicilia©


Fu tra il 1789 e il 1793 che Tuccio Vitale - "scultore nato a Palermo. Allievo del Marabitti eseguì le due grandi Sfingi che si trovano davanti l'Orto Botanico di Palermo", così riassunse nel 1940 le notizie sul suo conto Pietro Emanuele Sgadari di Lo Monaco nel saggio "Pittori e scultori siciliani dal Seicento al primo Ottocento", edito da Libreria Agate-Palermo - eseguì le sue sculture palermitane più celebri.

Scolpite in pietra di Billiemi, le due sfingi di Tuccio Vitale - chiaramente ispirate alla scultura egizia e non prive di riferimenti massonici - furono poste quasi a protezione del Gimnasium in stile neoclassico dell'Orto Botanico progettato dall'architetto francese Leon Dufourny. 



Queste sculture, non pur non potendosi annoverare fra le più note e apprezzate fra quelle presenti a Palermo, contribuiscono ad arricchirvi un patrimonio artistico costituito da opere in cui il carattere monumentale è spesso dato dalla ricchezza dei suoi particolari.

"Se esiste una città dove il dettaglio vince la globalità - fu l'analisi di Gillo Dorfles nel 1985 a Palermo, nel corso di un convegno promosso dalla Facoltà di Architettura a Palazzo Steri - dove i singoli eccelsi monumenti - chiese, oratori, palazzi, giardini - riescono a far apparire ancora stupendo l'insieme d'una struttura urbana sconciata, non solo dalle recenti speculazioni edilizie , ma dal degrado di fatiscenti agglomerati ottocenteschi, è proprio Palermo..." 


 

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