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giovedì 1 ottobre 2026

SUGGESTIONE DEL PATRIMONIO IMMATERIALE DEI MULINI A VENTO DI TRAPANI

Mulino a vento trapanese.
Fotografia accredita "Assessorato al Turismo Teresi"
e pubblicata nel settembre del 1955
dalla rivista "Sicilia"
edita dall'Assessorato Regionale al Turismo


Fu durante un viaggio in Portogallo nel settembre del 1966, a Coimbra, che lo storico dell'arte Cesare Brandi fu attratto dalla visione di numerosi mulini a vento all'epoca perfettamente funzionanti e utilizzati per macinare il grano. 

Il suo pensiero andò allora allo stato di abbandono dei mulini a vento di Trapani, costruiti a partire dal secolo XVIII per sfruttare l'energia dei venti nelle operazioni di passaggio dell'acqua salmastra da una vasca all'altra e per azionare il movimento delle ruote di pietre che polverizzano il sale marino: 

"C'erano quelli delle saline di Trapani, che erano una meraviglia, così piccoletti, tascabili quasi. A vederli da Erice sembravano girandole da bambini e davano un senso di gioco e di fiera paesana ai lucidi e torbidi specchi d'acqua in cui il sale cominciava a cristallizzare... "



Alcuni mulini a vento di Trapani furono restaurati a partire dal 1983 su iniziativa dell'Ente Provinciale del Turismo. La loro funzione, ricca di significati storico-culturali, è stata così riassunta da Valeria Patrizia Li Vigni nel catalogo "Le vie del mare-The ways of the sea", pubblicato dalla Regione Siciliana nel 2008 in occasione della Mostra itinerante del Mediterraneo, evento allora coordinato dal Museo Regionale di Storia Naturale e mostra permanente del carretto siciliano di Terrasini:

"I primi mulini erano di tipo olandese a stella e venivano orientati manualmente in direzione del vento; a questi seguirono i mulini di tipo americano forniti di un timone che autonomamente orientava le pale in direzione del vento. Il mulino è l'elemento centrale della salina, l'impianto di sollevamento resiste nel tempo mentre il resto si è meccanizzato. 



Mulini a a vento e coclea ( la vite di Archimede interna al mulino, necessaria per il sollevamento dell'acqua, N.d.R. ) resistono perché la tecnica costruttiva li rende resistenti agli agenti esterni, resistono grazie agli artigiani locali che intervengono con tecniche tradizionali per la manutenzione ordinaria, resistono perché si è salvaguardato il patrimonio immateriale che permane nelle tecniche lavorative, patrimonio orale a rischio di dispersione e pertanto oggetto di tutela..."  


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